Taylor non è mai stata così innamorata. ‘Lover’, il settimo album di Taylor Swift è una dichiarazione d’amore continua verso la vita, la sua carriera e la sua musica. La cantautrice splende e brilla della forza che l’ha fatta amare dal mondo, senza dimenticarsi di tutte le influenze musicali che l’hanno portata dove è ora.

Dopo lo stupendo ‘Reputation’, ‘Lover’ è un body of work completamente differente a livello musicale e di contenuti. Vi parlo del disco che secondo me l’anno prossimo vincerà ‘Best Pop’ ai Grammy, si, batterà Ariana Grande. Si, le nomination ancora non sono uscite ma palese raga.

Mentre sto scrivendo, ovviamente sto sentendo il disco.
In questo momento sono al bellissimo bridge (uno dei più belli di tutto Lover) di ‘Death By A Thousand Cuts’. Uno dei momenti più top del progetto, sentitelo o se l’avete già fatto sicuro mi date ragione.

Non sono abbastanza relevant per avere i dischi in pre ascolto, quindi stamattina (23 Agosto 2019), sveglia alle 7 e full immersion nel disco appena pubblicato.
Ma prima di parlare dell’album, facciamo una piccola parentesi su Taylor, quella del 2019.
Reputation Stadium World Tour concluso pochissimo fa e andato pazzescamente, nuova relazione con l’inglesissimo Joe Alwyn che va benissimo, Taylor è felice. Le negatività che hanno dato vita alla Snake Queen di Reputation sono letteralmente state inghiottite dalla luce che ora prevale sulla vita di Taylor, è davvero over it. Come si intuisce anche dalla boppy intro track ‘I Forgot That You Existed’, probabilmente dedicata a Calvin Harris, ma non sbaglio secondo me a intuire che funge anche da byebye alle negatività generali degli ultimi anni.
Ora si trova in un altro posto nella sua vita, sta bene ed è felice e cazzo se si sente. Perdonate il francese.

Quando il 26 Aprile uscì ‘ME!’ ci ero rimasto parecchio, na cagata. Decisamente troppo light, teen, corny, che succede!?
‘You Need To Calm Down’ ci stava, carina, ma Taylor puoi fare di meglio, decisamente di meglio che un video pieno di celebs e un beat happy. Facciamo fast forward a ‘Lover’. Il singolo. Il brano, la canzone. WOW.

Il sound ci lancia tipo fionda supersonica a ‘Speak Now’ ed i momenti più belli di ‘Red’. Quando il romanticismo riempiva gli angoli delle stanze e le sue ballate d’amore erano tutto. Nel testo parla di stare insieme per sempre, dettare le regole e lasciare l’albero di Natale in casa forever, perchè tanto chi comanda qua dentro siamo noi, io e te. Taylor manda a farsi fottere nuovamente chiunque parli di lei e dedica l’amore più grande a una persona sola in un album che sentono tutti. La Taylor incazzata che in Reputation era accesa dal fuoco del chiacchiericcio è sparita. ‘Lover’ sia il brano, che il disco nella sua integrità, celebrano la felicità dell’essere innamorati, la voglia di battersi per l’amore e non perderlo mai. In ‘Soon You’ll Get Better’ insieme alle Dixie Chicks, si parla o meglio, si sussurra una paura enorme, la perdita di un genitore. La madre di Taylor a inizio anno ha avuto una ricaduta e si dice, ma praticamente è palese che questa canzone sia dedicata a lei e alla forza di sostenere una battaglia, insieme, perchè bisogna, perchè si deve. Le sonorità del brano sono delicatissime, così come la vocal delivery che sembra davvero tirata fuori da ‘Red’ (è una cosa bellisssima, ndr). Commuove.
I pianti più grossi invece li ho tirati con ‘Cornelia Street’, dove si parla di convivenza e una relazione che si spera non finisca mai. Jack Antonoff si sente tantissimo, producer di quasi tutto il disco, in questa traccia regala tantissime gioie. IL BRIDGE. Il modo in cui Taylor canticchia il ritornello, con la voce bassa, rotta. FEELS. Fast tip, Bop del disco: ‘Miss Americana & The Heartbreak Prince’.

Frank Dukes (The Weeknd, Post Malone, Drake & so on) mette mano al beat di tre canzoni, la opening track ‘I Forgot That You Existed’, ‘Afterglow’ e la dolcerrima (tra le standout del disco) ‘It’s Nice To Have a Friend’. Produzione minimalissima, luoghi comuni e immagini bellissime riempiono il brano e creano un’atmosfera unica in ‘Lover’. La tromba dopo il secondo ritornello è onirica, amare.

‘Lover’ è un album che scorre liscio, dalla prima all’ultima canzone, la bellissima ‘Daylight’. Apre il disco urlando di essersi dimenticata di uno strrrr e lo chiude felice di aver trovato l’amore dopo tanti scivoloni. Cita pure ‘Red’ nel bridge. Mi sono bagnato.
Si, lo so, non ho parlato di ‘The Man’, la canzone che stanno spingendo in tutte le playlist dei vari streaming services ovvero il momento più pop e strong del disco. Il ritornello è mega radio friendly e lei riveste i panni di quella che dice se fossi uomo qui, se fossi uomo la. Diciamo che Ciara in ‘Like A Boy’ secondo me l’ha fatto mega meglio anni e anni fa. Mi piace, si canticchia, ma non le avrei dato tutto questo spotlight. Stiamo comunque parlando di una canzone super bella che fa parte di un disco che non contiene pezzi BRUTTI se non per ‘ME!’, quello è proprio orrendo. Per una volta nella vita mi ero pure ritrovato nella review di Pitchfork, io detesto Pitchfork. Shame on meeeee.

Basta amici, direi che ho parlato a sufficienza, ci sarebbero da dire tantissime cose sul marketing del progetto che ho ADORATO ma non penso vi interessi molto, nel caso hit me up on instagram, @davdeukie, sarei felice di parlarne con voi.
Ora sciò, andate a streammare ‘Lover’ e prepariamoci ad andare al tour, sta volta guai se me lo perdo.
Besos.

Oh si, io come nuovo singolo butterei fuori ‘I Think He Knows’, con video solito top di Khan e un bel radio push è una #1 ve lo dico moi.

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