Gigante, enorme, ambizioso. SAWAYAMA è il debut album di Rina Sawayama. Ti taglia le gambe, sega la mascella, mette a novanta unendo le sonorità deliziose del migliore r&b anni 2000, nu rock e il futuro.  Senza dimenticarsi di samplare Beethoven nel mentre.

13 brani, filler non pervenute, produzioni abnormi, universo musicale creato alla perfezione. SAWAYAMA non ti lascia respirare.

Rina Sawayama fa paura, questo è un dato di fatto non ve lo devo venire mica a dire io. É 100% inglese ma di sangue giapponese. Quindi non skippate la rece al suon di “Che palle parla ancora delle coreaneee”.
Rina è spesso associata a voci dell’alternative come FKA Twigs, Charli XCX (di cui ha aperto qualche data l’anno scorso), POPPY, Dorian Electra…Si è fatta conoscere specialmente in UK per il suo super love verso la community LGBT+ e un pop impeccabile. Dopo diversi singoli e un EP ‘Rina’, le aspettative per il suo debutto discografico ufficiale erano alte, ma non così tanto sinceramente.

Quando a mezzanotte di questo particolare Venerdì 17 ho scaricato il disco, ho iniziato l’ascolto quasi disinteressato. Alla fine, quarantacinque minuti dopo, non mi ricordavo più sinceramente di chiamarmi Davide.

‘SAWAYAMA’ non è un concept album alla ‘Future Nostalgia’ di Dua Lipa, ma un mix di brani come va molto di moda ora à la playlist, dallo spirito e mood diversissimi, che fondono insieme due culture musicali quasi opposte: asiatica e occidentale. Il clash lo si sente prepotentemente in alcuni momenti del disco tipo in ‘Paradisin’ dove Rina si reinventa sua adolescenza in musica, creando la sua personale colonna sonora teen. Mixa insieme suoni da Arcade machines, il ritmo concitato con le chitarre quasi animesque e nel bridge stravolge il mood introducendo un sax arrogantissimo che brilla pochi secondi per poi far tornare il brano alla frenesia precedente.

Le influenze musicali all’interno di questo disco sono tutte mega moderne. A volte abbiamo dei rimandi anni 80, ma durano poco. ‘SAWAYAMA’ è un album che vive nei giorni nostri, è stato creato da una fucking 90’s e si sente. TLC, NERD, P. Diddy, Gwen Stefani, Queen, Charli XCX.
‘Dynasty’ è la opening track del progetto, mette tutti di fronte alla belissima voce di Rina e cresce su un tappeto di chitarre elettriche metallizzate e cori quasi gregoriani.
IL BRIDGE, pelle d’oca. Non ve lo spoilero, sentitelo.
Quando in un disco ti innamori di tutti i bridge, è fatta e qui di bridge grossi, ma raga GROSSI ce ne sono tanti, uno su tutti? ‘Who’s Gonna Save You’ il momento più incazzato del disco. Mood WWE, live band, fuochi a lato.
Siamo rock, completamente totalmente rock. Nel bridge andiamo fine anni 90 e stiamo ascoltando gli NSYNC solo che poi entra tipo Ozzy Osburne e ci riporta sullo stage nel mezzo della lotta.
Oltre al rock però in SAWAYAMA troviamo tanto, tanto, tanto r&b.
In ‘XS’ sentiamo i NERD in ogni chitarrina e la carica pop del brano è stellare. Starebbe da Dio nella tracklist di ‘Britney’. ‘Akasaka Sad’, in assoluto una delle mie preferite del disco, prende i classici beat alla Timbaland e li fa mixare da Charli XCX (non è vero, ma passa il messaggio) strafatta in quarantena che già che c’è le da una mano con ‘Bad Friend’, la mia traccia preferita. Midtempo che parla di un’amicizia che un tempo era fortissima. É triste, pop e potente. La produzione si costruisce con il passare dei secondi. Il primo ritornello, completamente spoglio di musica e la voce robotica di Rina, fa male al cuore. Anche qui: BRIDGE ALERT.
Cosa non da poco, nel testo cita Carly Rae Jepsen. Taste.

Il disco si chiude infine con la ballata ‘Chosen Family’, un inno alla communtiy gay, trans, pan, bi, unicorni e via dicendo. Commuove. Tanto. La voce di Rina è caldissima e si sente quanto ci ama. Il chorus ha un qualcosa di veramente imponente e mi ricorda tantissimo una canzone che non mi viene in mente ora, me lo scrivete nei DM voi? @bettertaste.it
‘Snakeskin’ chiude il disco in maniera delicatissima (si cert-) LA club banger del disco insieme a Comme Des Garçon (Like The Boys) ma questa è più aggressiva. La vedo tatissima come opening track del tour, quando lo farà e amici… Sampla Beethoven. Si, quel Beethoven. Ma immaginatevelo al Berghain sotto acidi e circondato da tipi vestiti in latex seduti nei bagni.

‘SAWAYAMA’ è un autentica perla, a mio avviso inaspettata e quindi ancora più piacevole. Un debut album del genere non si vede spesso.
Amici, vi invito a mangiarvelo, ballando in ciabatte in salone e promettetemi che quando ci annuncerà un Magnolia a Milano nel 2021, ci sarete tutti <3

Mentre scrivevo la rece è uscito il video di ‘XS’ vi lascio con questo!
baci astrali

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