Segnatevi le mie parole come sempre: ‘Don’t Call Me Up’ sarà una hit e probabilmente il lead single del primo album di Mabel, ancora TBA.

Mabel é svedese ma abita a Londra, gira sulle scene da un paio d’anni e in UK ‘Fine Line’ , un pò di rumore l’ha fatto. Ma ora, con la release di ‘D0n’t Call Me Up’, la tipa finalmente sbarella e spacca tutto.

Mabel probabilmente non l’avete mai sentita. In UK la sua musica gira abbastanza, ma mai ha sfondato con qualcosa in modo rilevante. Sonorità r&b con un cuore soul, voce piena e riconoscibile, abbiamo popstar material. E poi ha gusto, tanto gusto. Basta guardare i suoi social e l’estetica sempre super curata dei video. Ha un universo, underground fancy londinese che le calza a pennello.  Sinceramente non capivo perché non riuscisse a craftare una hit mainstream. A tutti serve la hit mainstream, almeno, quasi a tutti.

Così bam, come l’amore (questo non vale per me, a me l’amore nemmeno se me lo lanciano in faccia m’arriva wtf)  é arrivata quando meno me l’aspettavo anzi, mentre iniziavo a perderci le speranze. Venerdì scorso il 18 Gennaio, la ragazza ha pubblicato la riedizione di ‘Ivy To Roses’, l’interessante mixtape pubblicato nel 2017. A questo giro dentro troviamo tutti i singoli che ha pubblicato fino ad oggi e un inedito, la banger ‘Don’t Call Me Up’.

Non avevamo mai sentito Mabel così pop, se non con la collaborazione con Jax Jones di quest’estate, ‘Ring Ring’ con la r bella pesante. Quanto adoro.
Dove ero rimasto? La banger. Main focus, core di tutto il brano: IL RITORNELLO.
La base, il pilastro del brano pop perfetto: il ritornello potente e martellante. Quello da urlare, da scrivere come caption, da mimare guidando, da sentirsela ballando in discoteca, quello che ti fa lanciare tutto per saltare sul tavolo perché ‘thatsss my jaaam’.

Ora dite quello che volete, tanto sapete che non vi ascolto.
Ma voi, ascoltate me: Mabel quest’anno spaccherà e io, ve l’ho detto a Febbraio. 
Baci.

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