Amici vi presento Jasmine Sokko. Probabilmente non avrete mai sentito parlare di lei, sarei pronto a scommetterci, ma da oggi: ne sarete ossessionati. Ve lo dico io.

Nata a Singapore, classe ’95, produce, scrive e compone la sua musica. Elettronica, pop, EDM. La tipa potrebbe spaziare da fare un set al Tomorrowland ad aprire i concerti di Lady Gaga.

Pischelli, per questo articolo vorrei la vostra collaborazione. Team work!
Prendete le cuffie per favore, parlandovi, metterò dei link cliccabili nell’articolo. Vorrei che quando ve lo dico, voi ascoltiate la canzone e continuiate a leggere.

É almeno un anno che vi voglio parlare di Jasmine Sokko.
Siamo di fronte a una ragazza giovanissima è una novantacinque bilingue perfetta inglese e cinese, è cresciuta in una delle metropoli più grandi del mondo: Singapore.
Produce per passione e canta. Amici: PRODUCE.

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Il mondo della musica è pieno di female producers ma se vi chiedessi così a getto di dirmene tre, me le sapreste elencare? Dubito.
Questo non vuol dire che siano meno capaci o rilevanti dei colleghi con il cazzo, ma il maschilismo c’è nell’industria, tantissimo.
É quindi importante darle tutti i crediti che merita.
Produce, scrive e canta il suo materiale. Ama l’EDM, l’elettronica e il 90% della sua musica è in inglese. Ora state ascoltando ‘Porcupine’, 2017 ed il suo primo pezzo a portare come titolo una parola e non un numero. Yes, Tha Supreme non è stato il primo, Jasmine al debutto pubblicava solo brani dai titoli numerici o codici cromatici, come la bellissima #0000FF che è il color code del blu. Blu che in inglese è anche uno stato d’animo, quando sei un attimo depressone diciamo.

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La maschera. Per raccontarvela vi devo parlare di una roba successa un paio di anni fa.
Nel 2018 (terminato early 2019) Jasmine ha partecipato a ‘Rave Now’ un talent show cinese dedicato ai DJ. Una sorta di TOP DJ che ce l’ha fatta, della serie che tra i giudici si è palesato anche Alan Walker, noi avevamo Syria se non erro, ecco.
Arriva in finale e si posiziona quarta, tra i giudici anche Lay Zhang. Ora non ricordo precisamente quando gliel’ha chiesto, ma durante una puntata il membro degli EXO gli ha chiesto perchè indossasse costantemente delle maschere per coprirsi il volto.
“Sono una producer, sono una donna. La musica deve parlare, non il mio aspetto”. Billie Eilish in un angolo annuisce e piega felpe XXXL.
La partecipazione alla competition le ha dato un boost alla popolarità parecchio sostanzioso in quanto Singapore non è Cina per quanto a volte si possa tendere a mischiare, non è così.

Sostanzialmente, Jasmine inizia a farsi notare sotto lo spotlight anche se in precedenza aveva già raccimolato milioni di stream su Spotify.
Warner Music Singapore la mette sotto contratto nel 2018 e il dado è tratto. Jasmine può dar merda a na caterba di artisti, tiriamo fuori le bombe a mano. Pochissimo dopo la firma arriva la pazzesca ‘TIRED’ e il video budget è alto. Shots fired. La prima release sotto magior è stata ‘HURT’ ma prima vi faccio sentire e vedere questa.

Writing camps a Los Angeles, Stoccolma, ovunque. La mandano dappertutto e continuano tutt’ora a mandarla ovunque a registrare, scrivere e produrre. Le creano contrasti, le danno stimoli. Nelle interviste, su Instagram tramite le storie, Jasmine vive in un ecosistema che vive di creatività ed è circondata da persone che credono in questo. É stupendo leggerla, vederla e sentirla.

Il sound continua sempre sulla stessa lunghezza d’onda, quella decisa e creata da lei. ‘Voglio essere accessibile’ dice a L’Officiel Magazine in un’intervista. Il sound doveva dunque adattarsi ad essere più commerciale e comprensibile a un pubblico maggiore, ma continua a fare eargasms. La cosa stupenda di ogni suo fottutissimo brano è che la produzione ha sempre un vestito che splende più di tutto. Per quanto la voce di Jasmine sia soffice, calda e pulita come una vasca piena di bolle di sapone, le sue basi, i tecnicismi musicali della vocal production e via dicendo sono sempre wow. I suoi sound engineer sono wow. Con un ottimo stereo e delle buone cuffie non si può negare quanto la musica sia BELLA.

 

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Dopo così tanta musica in inglese, arriva il momento di pubblicare un singolo in cinese. Ma poteva farlo in modo tradizionalone? NO. Jasmine debutta cantando per la prima volta in chinese su una joint production firmata assieme al producer americano : Felix Snow.
Il risultato è ‘SHH’ la production più dark di Jasmine. Una banger decisamente sfrontata, con alcuni momenti anche urban (first time per lei) dove nel ritornello dice in inglese “Io non ti devo un cazzzz” in quanto usa Shhhh non solo per zittire ma per abbreviare Shit. Lyrical Genius. Dimenticavo, l’anno scorso (2019) è stata la prima artist made in Singapore a vincere un MTV EMA come miglior artista del Southeast Asia.

Nel 2020 precisamente il 19 Marzo ed il 2 Aprile, Jasmine ha pubblicato ben due pezzi. ‘FEVER’ e ‘MESS’.
‘FEVER’ è il secondo singolo cinese (mia prefe, il ritornello è super anthem), estratto dal primo EP in cinese di J in uscita quest’anno. All’inizio del video ci spoilera anche già la tracklist secondo me. Alla fine vi mettro screen, fyi.
‘MESS’ invece è il nuovo singolo in inglese, le lyrics sono interessantissime, parla di sconfitta e la voglia di spaccare tutto nonostante gli sbagli. Usa parole nel testo che non sono per nulla convenzionali, specialmente da sentire in musica.
Se ve lo state domandando: si, sta lavorando all’album di debutto che sarà rigorosamente in lingua inglese.

Guys, è stato bello parlarvi di lei.
Sono contento e spero vi sia piaciuto questo metodo alternativi di leggere l’articolo, magari lo riproporrò in futuro.
Fatemi sapere, scrivetemi un DM su insta @bettertaste.it ♡

Vi lascio con i nuovi singoli e tranquilli che le lyrics la nostra amica le mette sempre anche in inglese nei video. Baci.
D.

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