Infami, ho parlato con CARA della sua ‘Le Feste di Pablo’, emozioni e Flussi di Coscienza. Get to know la new act che vi intaserà le playlist del 2020. Oh si, ora è in radio con FEDEZ, mica vostra sorella.

L’ho tenuta al telefono 20 minuti e le ho anche raccontato della storia delle creazione di ‘Monster’ di Kanye, Jay, Rick e Nicki. Della serie che vi riassumo il concetto: la tipa è wow, ma i miei 27 anni mi sembrano 50.

Quando alla domanda ‘album del cuore’ ti rispondono ‘Plastic Ono Band’ di John Lennon, non puoi che dire sti cazzi.
Chi è CARA? è il nome d’arte di Anna Cacopardo. Classe ’99, cremasca.

La ascolto dall’anno scorso, quando un pomeriggio durante una pausa sigaretta in ufficio sono inciampato contro ‘Mi Serve’. Figa. L’ho canticchiata un paio di mesi pieni.
Info su di lei ancora poche, ma estetica top. Biondo di quel platino che non sa di finto, fisicamente sembra la figlia tra Piper di Orange is The New Black e Macarena di Vis a Vis. Bel sound, bel mood. Ancora poca roba per capire bene il suo mondo musicale, ma ci interessa.

Inizio Marzo esce ‘Le Feste di Pablo’. BOP. Cover fighissima, super catchy, sexy, confusa. Ha vent’anni e si sente. Ha un appeal molto poco italiano e il suo timbro la aiuta tantissimo. Oggi (10 Aprile) ‘Le Feste di Pablo’ è uscita ancora una volta, ma insieme a FEDEZ. Dite quello che volete sul rapper, che vi piaccia o meno ma per la bibbi questa collab è tipo un Boeing 737 max verso tutte le vostre playlist e figa se sono felice per lei.

Quindi amici da casa, le ho parlato.
Accendetevi un paglione e preparatevi a scoprire CARA. ♡

BETTERTALKS. W/ CARA

Facciamo finta di essere al primo giorno di scuola.
Momento delle Presentazioni: Anna Cacopardo in arte CARA.
Chi sei?

Sono una persona sensibile.
Mi piace descrivermi in coerenza con la mia musica. Un tutt’uno. Credo che la musica sia totalizzante. Le mie idee, i miei flussi di coscienza. Ho sempre avuto questa passione molto forte e tutto quello che ho vissuto fino adesso era dedito a quello. Realizzare le mie parole e la mia musica.

Oggi è uscita la single version di Le Feste di Pablo con FEDEZ. Ti ho già sentita su RTL.
Prima di parlare del pezzo, posso chiederti come sono state le ultime 24 ore? Sei letteralmente passata da essere un segreto musicale di pochi alla radio mainstream e i follower su Instagram ti stanno aumentando a cascata. Vai.

Allora (ride) le mie ultime 24h sono state molto intense.
Un salto, che non vedevo l’ora di fare. Spero che sia l’inizio di un percorso che non smetterà mai di stupirmi e darmi soddisfazioni. Il momento più intenso che credo di aver mai vissuto. L’ho vissuta con agitazione, tanta. Ma quel tipo di agitazione che se non c’è è un problema. La paura, di solito, tende ad accendermi. A volte mi consuma, ma credo sia giusto averla. Le mie ultime 24 ore, paura ed emozione forte. BELLA.

Bene. Le Feste di Pablo. Parto dicendoti che adoro l’intro, mi piace come in corsa cambi il mood del brano. Racconti di serate in chiave pop. Ne avevi qualcuna in particolare in testa mentre la scrivevi?

Si, ma più a livello metaforico.
Le feste di Pablo per me rappresenta la linea tra reale e immaginario. Quel limbo in cui percepiamo tantissimo la bellezza che abbiamo dentro, intorno a noi.
Durante una festa non capisci niente, ci sono le luci. Confusione, è associabile a livello visivo. Mi piaceva.

Tra l’altro non l’hai scritta da sola. Cazzo, Dargen D’amico, lo amo! Com’è stato lavorare con lui? Avete fatto anche altri brani?

É stato bellissimo, tra l’altro abbiamo collaborato proprio in team, quindi nella stanza era pieno di persone decisamente bravissime.
Ha dei guizzi creativi speciali. Un onore. Bellissimo.
No, ‘Le Feste di Pablo’ è l’unica, ma sarebbe un onore tornare a lavorare con lui. É speciale, anche solo quando parla. Comunica tanta vitalità.

La canzone è super luminosa, ariosa, fa entrare, non uscire. Parlo in modo strano lo capisco. Ma questo per chiederti: il video siete riusciti a girarlo prima del lockdown? E in caso negativo, come te lo immagini?

No, purtroppo no.
Legandomi al fatto del ‘brano luminoso’ non vorrei assolutamente togliere dalla canzone quell’aspetto. Vorrei che rimanesse e porlo in contrasto con momenti più bui. Non dark, semplicemente più scuri. Mostrare scene intime ed alternarne con qualcune di più esplosive.

Ma… La prima volta che hai sentito il mix di LFDP con la strofa di FEDEZ? Che hai fatto?

Non ci credevo, è stato super emozionante.
Mi sono chiesta ‘Ma sta succedendo a ME!?’ mi sembrava irreale troppo bello, non possibile.

Curiosità. Che musica ascolti?
E così a bruciapelo, un album che non ti stanca mai?

L’album che mi sento di dirti, che ho nel cuore è ‘Plastic Ono Band’ di John Lennon. É un atto di individualità incredibile. Io arrivo da tutto il cantautorato.
Dalla, De Andrè, Bersani.
Contemporanei? Un’artista che amo tantissimo è Jessie Reyez, il nuovo album è bellissimo e amo la sua ‘Shutter Island’.

Sei su BETTERTASTE. e tu di BETTERTASTE. ne hai parecchio.
Dove credi di avere un gusto fuori dal normale, qualcosa dove dici CAZZO questo lo faccio/lo capisco bene?

Io ti dico, ho sempre creduto tanto nelle mie parole.
Credo nel mio modo di ascoltare e scrivere.
Credo nel mio flusso di coscienza. Ovviamente devo maturarlo, grazie alle continue collaborazioni, alle persone che mi aiutano ad affinarlo. Ma ci credo, tanto.

Quando finisce sto casino del lockdown mi porti a mangiare i tortelli cremaschi? Non li ho mai mangiati.

Assolutamente, li devi mangiare per forza, perchè sono troppo buoni.
Però possono piacerti come no, sono particolari. Dolcissimi. Mi piacciono tantissimo, ma appunto per la particolarità, non riesco mai a mangiarne molti.

Che dire amici, sono felice. Sono contento di aver parlato con Anna.
Belle risposte, belle riflessioni. Witty. Ovviamente alcune cose mica ve le ho scritte, le tengo per me, tipo la convo su Nicki e Monster (sono cattivissimo), ma 20 minuti al telefono sono letteralmente volati. Non vedo l’ora di sentire nuovo materiale e di vederla volare. Nel frattempo streammate a manetta ‘Le Feste di Pablo’.

Baci virtuali e niente abbracci,
Davide.

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