Dopo quattro anni che vi rompo le palle le BLACKPINK hanno finalmente pubblicato il loro primo album, intitolato semplicemente ‘THE ALBUM’ quindi ecco amici, benvenuti sul vostro blog preferito, questa è ‘LA RECENSIONE’ 😭

Da echi del primo Timbaland, passando per momenti di flexing alla Tony Effe a una ballad gigantic. 8 Canzoni, ma filler free.

Mentre vi scrivo sto bevendo un calice di vino bianco, mi tremicchiano le mani e sono felice. Non avete idea, o forse si se questo non è il mio primo articolo che leggete.
Vivo di musica, ascolto tutto, ma ho degli artisti un po’ untouchable, le Pinks per me sono uno di questi.
Dal 2016, quando hanno debuttato mentre frequentavo uno dei ragazzi che più mi ha massacrato il cuore di sempre, a oggi, non ho mai smesso di ascoltarle e supportarle (anche se la mia amica Muriel griderebbe un vecchio messaggio che sa ormai a memoria e che sono fortemente convinto citerà anche ad un mio ipotetico matrimonio).

Fondamentalmente negli ultimi tre anni le babes sono state letteralmente ovunque: fashion deals globali, featuring di Gaga, Dua, Coachella… Tutte le hanno fatte tutte, senza nemmeno un album all’attivo un pò alla Nicki Minaj che si ritrova a flexare con Rick Ross, Jay-Z e Kanye senza disco. Beh, essere ospiti di Lady Gaga senza un album direi che pressochè la stessa cosa, se non la pensate così sono pronto: combattetemi.

L’ansia è tanta, tantissima.
I fan chiedono THE ALBUM da anni e quindi quando a Luglio ci hanno svelato finalmente il titolo, beh the meltdown has been real. Un titolo enorme per quanto semplice, un disco che avrà l’onore e il dovere di presentare le ragazze nel momento massimo della loro popolarità, un disco che sta godendo di una promo spaventosa worldwide (in Korea meno). Un album che a livello streaming (al secondo giorno, 4 Ottobre) sta facendo macello tipo che è già diventato l’album di un girl group più streammato nella prima settimana di release.
Un disco che deve farle vedere a 360° gradi anche agli sconosciuti, che deve affrontare tematiche, suoni, farle capire al mondo.

Troviamo tanto inglese: ‘Ice Cream’, ‘Love to Hate Me’, ‘Crazy Over You’ e ‘Bet You Wanna’ sono completamente in inglese e nelle altre, a parte il singolo ‘Lovesick Girls’ devo dire che il coreano si sente davvero meno ma oh, che vogliamo farci queste stanno ammassando milioni di streams (oggi hanno superato 3.3 miliardi di stream su Spoti SOLO Spotify)  sono super ascoltate in USA e per quanto sia fighissimo il coreano e sia fondamentale che loro continuino ad essere fedeli alle loro origini, si stanno evolvendo e toccando vette ancora inesplorate da un girl group asiatico. Bisogna cercare di arrivare dove si può e la lingua, ci sta adeguarla al mondo e fatemelo dire JISOO AMERICAN QUEEN.

‘The Album’ è un disco breve, coeso e scorrevole.
Otto tracce di cui due già cantiamo completamente a memoria -se siete me oggi le cantate già tutte come un pro- ma non ho queste pretese.

Pop masterclass, nella quale le ragazze passano dalle sonorità zarre hardcore per le quali le conosciamo tutti (‘Pretty Savage’) a pezzi che si ispirano senza nemmeno cercare di nasconderlo alle produzioni early 00’s di Timbaland e in questo caso ve lo dico già parliamo del mio pezzo preferito del progetto ‘Crazy Over You’. Una banger mid-tempo dove la production è lineare, semplice pulita, si basa tutta sulla bass line boccheggiante e ci fa sentire le ragazze come MAI prima d’ora. Il sex appeal è altissimo e a tratti, ricorda la collab della titanica Beyoncé con Shakira.
Sentiamola subito.

JENNIE MAIN RAPPER COMES BACK ANCHE SE PER POCO.
E Jisoo bae you killed me e ancora grazie per aver detto per la prima volta ever ‘BLACKPINK IN YOUR AREA’ all’inizio di Pretty Savage. Ecco parliamo appunto di ‘예쁘장한 Savage’. Il pezzo si apre con delle piccole note di pianoforte per poi esplodere in tutta la cafonaggine che piace tanto a noi Blinks. Praise the lords per il ponte al ritornello PERFETTO dove droppano pure la line “We some Bitches you can’t manage”, ma di che parliamo dai. Musicalmente è la traccia meno impattante del disco, piace piace tantissimo ma nulla di nuovo o figo per trainare un album sarebbe stato l’ennesimo singolo identico agli altri. Ottima album track, soddisfa e la si sente in replay, ma decisamente non single material.

BLACKPINK! CAAARDIIIII!
Avevo promesso a un’amica che se Cardi avesse detto BP mi sarei lanciato dal balcone. Ho gridato, amato, ballato.
‘Bet You Wanna’ è una mid-tempo costruita in modo pazzesco e sempre echeggiante early 00’s, la prima line di Rosé e i rappettini piccini di Lisa ti fanno venire voglia di lanciarti sul tavolo e spaccare il Mac dall’excitement ma il pezzo furioso è dopo, è il bridge che porta al ritornello. Amici, al primo giro lo fa Jennie poi Rosé. Dopo nelle mie storie metto la reaction. Wig snatched. Sto pezzo spinge come i pazzi, è radio friendly è flirty, loro vocalmente ciao e sembra tirato fuori da un vecchio disco urban del 2007. Cardi B è la cherry on top ma io furioso che le abbiano messo dei paletti nella scrittura del verso, che è pure lungo. Finiscono con un ‘I Bet You Wanna Love this, aaaaahhhhhh’. WOW.
DEVE essere singolo, grida hit.

In successione nel disco ora ci sarebbe il singolo, ma ve ne parlo alla fine.
Parliamo di ‘Love To Hate Me’, in pratica un pezzo di ‘Reflection’ delle Fifth Harmony e non lo dico con strafottenza, solamente la mia macchina sa quanto io e Vessa abbiamo gridato ogni singola traccia di quell’album.

Questa è la canzone più dripposa dell’album, il beat è fat da paura, riempie gli speaker e loro sono cocky da morire, le si sente proprio come fanno le menose milionarie mentre l’hanno reccata. E’ un pò come quando vai in palestra e hai le braccia super in pump e ti senti toro da morire facendoti selfie da solo, ecco questa canzone è quel feeling. Rosè suona angelica, Jennie ti tira sotto col Cayenne, Jisoo dice una delle mie line prefe dell’album ‘I’ma let you fade into the background, all my shows are getting too loud’. Poesia. Lisa love, Lisa non è mai suonata tanto bene su una strofa. Il beat driven dal piano e gli snares, figa sembra una rapper tipo lega altissima. Chapeau, gal u got baaaars.

‘You Never Know’ è l’ultima traccia del disco, una ballad. Spoiler: gli archi prima dell’ultimo chorus sono stupendi e Lisa è fantastica nel secondo verso ma Jennie personalmente fa sua la canzone suonando da PAURA ogni volta che apre bocca.
Sarà sicuro il pezzo meno streammato dell’album in quanto il GP non è there per sentire questo genere di brani da un gruppo che vogliono vedere solamente calate di md a gridare parole dai significati sconosciuti tipo Boombayah o Ddu Du Ddu Du. Si, se ve lo domandavate era shade e ovviamente ero anche ironico.
Sentitela cliccando qui.

Arriviamo a ‘Lovesick Girls’ il singolo ufficiale.
Jisoo e Jennie hanno partecipato alla scrittura del pezzo e Jennie figura anche nei crediti di produzione insieme a Teddy e David Fckn Guetta. Probabilmente quest’ultimo nemmeno ha partecipato alla produzione effettiva ma si sono limitati a comprargli la traccia e rielaborarla, non so perchè ma ho sto feeling.
Ritornello, versi pazzeschi, una electro pop banger che per la prima volta suona anthemic e non pure dancefloor filler, questa vuole e pretende di essere cantata gridando in macchina. E’ feel good con quella nota agrodolce alla crying on the floor molto Dua Lipa che piace tantissimo.
Singolo fotonico, pezzo bellissimo. Insieme a ‘Playin’ With Fire’, diventa la mia title track preferita e ovviamente: ‘How You Like That’ ovviamente immacolata e ‘Ice Cream’ come già avete letto nell’apposita rece, la amo.

In soldoni ‘The Album’ è un progetto con tanta sostanza, personalità e carattere. Le produzioni sono pazzesche, le ragazze suonano da paura e abbiamo finalmente dei ritornelli. This marks il primo grande step nel mercato musicale mondiale e un grande WE DID IT al mondo. Ora, aspettiamo il 14 Ottobre per il documentario originale Netflix ‘Light Up The Sky’ e blastiamolo fortissimo continuandolo a streammare.
Baci amici.

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