Mani basse raga, Ariana Grande con ‘Sweetener’ ha vinto tutto. Un sound pazzesco, per il suo disco più coeso di sempre, influenzato dalla musica r&b purissima e i Migos. Ciaone, levatevi davvero tutti dalle palle.

L’unica recensione di ‘Sweetener’ che conta é arrivata (ero in ferie amici, capitemi) leggetemi e capite perché se non vi piace sto disco avete degli evidenti problemi di music taste e bagnatevi le mutande in caso opposto. Vi amo.

Parliamoci chiaro e tondo, tondissimo, obeso proprio.
L’attesa per ‘Sweetener’ era alle stelle solo per noi fan. Sto disco rispetto ai precedenti non ha costruito l’hype per cui Ari é tipo mega famosa.
Quasi qualcuno non si ricordava sarebbe uscito, ma sti cazzi. Ora lo sa il mondo e sta crashando record ovunque, letteralmente ovunque. Spotify e via dicendo.
MA, parliamone.

‘Sweetener’ vede un’Ariana Grande matura, senza inutili vocalizzi, super acuti e sti cazzi per farci vedere che sa cantare. Se ne fotte, ormai lo sappiamo. Ariana che don’t give a single fuck é la chiave di volta del progetto.
Se siete un pò simpatizzanti della ragazza di Boca Raton, saprete che non é una che segue molto cosa dice la gente, ne che tanto meno segue quello che ‘dovrebbe fare’ e via dicendo. Fa e basta, agisce.
Però diciamo che musicalmente questo ancora non si era visto più di tanto. Sarà che era ancora agli esordi, che i primi dischi devono farti mettere le basi per il futuro e sti cazzi, ma é sempre stata super coinvolta nei suoi progetti.

A sto giro, tutte le sue influenze, tutte le robe che ha sempre decantato di amare nelle interviste e via dicendo SI SENTONO. Ariana ha preso la musica black early 2000 alla Kelis con i The Neptunes, le produzioni di Pharrell più NERD possibili e elevato il suo urban spirit alle stelle. Fuck pop.
‘Sweetener’ é un disco R&B fatto con i contro cazzi, che unisce tutto quello che é quella corrente musicale e fa una crasi con l’hip-hop da chart attuale alla Migos e via dicendo.

Lo spessore dell’album si intuisce già dall’intro, una breve cover acapella di un brano vecchierrimo dei Frankie Valli & The Four Seasons ‘An Angel Cried’, da lei chiamata ‘Raindrops’.
Ma al contrario del tono moody mezzo triste della traccia che definirei 0 del progetto, questo disco é un colpo di colore. Un fottuto arcobaleno. Ariana ora é felice, con Pete e tutto il resto e la sua musica lo urla.
Dolcificante (Sweetener) perché vivi l’amore degli inizi, quello delle prime volte, dei primi errori, delle incazzature. Quasi un diario, uno spiraglio sull’attuale vita di Ariana.

Questo album non ha filler. Non ha tracce skippabili, noiose, brutte sotto qualsiasi punto di vista. É stra lavorato, curato, puntuale. Non vuole essere sentito in shuffle, ha un cuore, respira.
Si sente che Ariana ci ha respirato dentro, ha avuto un controllo e ha dato una direzione ultra precisa. Ha fatto R&B.

Parliamo di ‘R.E.M.’ che si, tratta appunto di quando sei rincoglionito abbestia nel sonno. Produzione mega Pharrelliana, uniforme, dritta. Sogna. Ariana qui fa anche quel mezzo rap alla Beyoncé e le calza a pennello. Fa volare. E’ bellissima.

Che poi adoro, dico che faccio le recensioni ma le mie sono più tipo tipo cascate di parole.
‘Sweetener’ la traccia che da il titolo al disco hitta di brutto nel ritornello in un crescendo di hit it hit hit e versi alla Quavo. Se avete amato ‘Let Me Love You’, amerete quest’Ariana più cosciente e matura.
Beccatevi sto live ripreso malissimo a una session mega carina che ha fatto recentemente per pochi fortunati fan che sono riusciti a prendersi il ticket.

Un’altro momento enorme del disco si trova in ‘Better Off’, forse la migliore dell’intero progetto. Volate su Spotify.

Ora arrivo alla parte ostica: i fan che si lamentano del sound. Trovano il disco noioso, difficile da apprezzare, complesso, poco attuale.
‘Sweetener’ é l’espressione artistica più grossa mai tirata fuori da Ariana, il suo primo vero progetto coordinato da un pensiero unico, strada chiusa. Non ci sono mille generi, non ci sono troppe influenze, non ci sono tentativi di mega singoli. ‘Breathin’ potrebbe far bene in radio, ma si sente che non c’è lo zampino di Max Martin che urla Hit, ma al contrario urla: ok facciamolo, seguiamolo, facciamo la figata. Vi può non piacere, ma non dite che é brutto, perché raga ‘Sweetener’ é tutto meno che brutto, fate semplicemente i conti con la realtà: vi piace la musica, ma non la capite.

Max Martin, producer di quasi tutte le mega hit di Ari ha craftato ‘Everytime’ uno dei momenti più pop e meglio riusciti dell’album. Ritornello stupendo, nel secondo verso Ariana usa la voce divinamente e bom, si ama. Non si può non amare.
I richiami alla musica old school fatta bene sono troppi, evidenti.
E’ quasi inutile intavolare una discussione enorme, tanto chi non capisce rimane nel limbo della Ariana Pop e non é un male, la amo da morire pure io. ‘Into You’ é una delle più belle canzoni pop degli ultimi anni, ma l’artistry si sente pazzescamente qui, con questo progetto Ariana si cementa nel panorama musicale attuale, dove prima svolazzava e basta.

Non é il ‘Witness’ del 2018, quello era palesemente brutto e basta dato che il controllo creativo l’ha avuto una cantante che di gusto ne ha poco. Katy Perry é una entertainer, Ariana si sente, vede, percepisce che é artista e se fino a poco fa qualcuno poteva avere dei dubbi, a sto giro, deve fare i conti con la realtà.

Vi lascio con il live di ‘Better Off’,
baci amici.

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