Fergie ha pubblicato ‘Double Dutchess’, ovvero la brutta, insipida copia del suo bellissimo album di debutto

Dopo 11 anni da ‘The Dutchess’, anni in studio di registrazione e teaser infiniti, il comeback di Fergie Ferg è tutto sbagliato, e no, non mi sta bene

Mi piange il cuore a scrivere questa recensione.
Double Dutchess‘ è in loop da due giorni (si, faccio finta di non aver mai sentito il leak completo del disco già ad Agosto) e ci sto veramente provando a farmelo piacere, ma niente, nada, rien, zero.

Breve lezione di storia per chi non conoscesse bene Fergie o non se la sia mai cagata più tanto 📚
Fergie Ferg è stata, è, lo sarà, non lo sarà mai più NON SI CAPISCE la front woman dei Black Eyed Peas e se non lo sapevate beh o vivete sotto una roccia o mi chiedo cosa ci facciate sul mio blog, ma wtv la cosa più importante, è il suo debutto solista.

Nel 2006 Fergie ha pubblicato ‘The Dutchess‘, una bomba di disco.

Singoli stupendi, concept azzeccatissimo, tutti i produttori coinvolti erano gli A-gamers del tempo (Polow Da Don manchi tantissimo) e commercialmente le ha dato la sua prima vera hit solista ‘Big Girls Don’t Cry‘.

Da lì, si è parlato e discusso per anni del secondo capitolo della carriera di Fergie. Tutti volevamo ‘Double Dutchess’, ma proprio tanto.
Poi che succede, dal 2014 iniziano a uscire singoli spaiati, la generichissima ‘L.A. Love‘, l’apprezzabile ‘Milf $‘ e la terribile ‘Life Goes On‘. Tutto questo in contemporanea con tantissimi, troppi teaser inutili.

Poi brevemente, succede che ad Agosto di quest’anno tutto l’album (la cui data di uscita era ancora un’incognita) finisce in rete, leak.
E il team di Ferg decide di pubblicare il disco, Venerdì 22 Settembre. Un mese dopo alla diffusione dei brani online, comportandosi come se non fosse successo nulla.
Riprendono i teaser e via. Vabbè cazzi loro alla fine.

Parliamo ora della musica.
Partirei proprio dal peggio.

Questa canzone è vecchia. Suona vecchia. Nel 2014 sarebbe stata molto figa, contemporanea almeno. Ma oggi, nel 2017 suona tutto male.

Testo che vuole sembrare giustissimo ed ironico, alla Fergalicious ma non ci riesce. Nicki Minaj con un verso senza arte ne parte. Unica nota positiva, i visual.
Tra tutti i video che ha pubblicato a supporto di questo disco, sicuramente ‘You Already Know’ è il più figo.

Fergie in ‘Double Dutchess’ cerca di canalizzare la ferocia ed il suo sguardo alla vita cinico ma velatamente romantico del primo album, ma pecca.
Lo stile moderno al quale vuole avvicinarsi non rende giustizia alle canzoni, che hanno reso pazzesco il primo disco: ‘London Bridge’, ‘Glamorous’, ‘Big Girls Don’t Cry’, ‘Here I Come, ‘Clumsy’.

Anche qui, nei momenti più aggressivi e cocky, sembra un pò una caricatura. Quella di se stessa.

Tutti questi Mo’ fuckers, beat, swag ostentati, quando lei alla fine mai l’aveva fatto o almeno mai così forte. Esageratamente. Fin troppo.
Va bene che ora lo fanno tutti, ma Fergie tu sei The Dutchess si, o no?
Double Dutchess vuole arrivare dove The Dutchess non ha mai potuto nemmeno avvicinarsi, e direi che è riuscito vittorioso nell’impresa.

É arrivato sullo scaffale dei dischi brutti comprati per sbaglio e che probabilmente non riascolterai mai, perchè non importa quanto possa piacerti Fergie, DD è un debole sforzo discografico, studiato e lavorato male.

Ma un guilty pleasure c’è ed è ‘Hungry’ con Rick Ross, anche se quando dice ‘Not Thirsty, just Hungry’ aaaah, vengono i brividini.
Ciao stronzetti, a presto.

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